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ALLERGIA AL NICHEL

19/12/2018

 
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Si parla di allergia da contatto al nichel in presenza di sintomi cutanei che si manifestano a seguito del contatto tra il metallo e la pelle del soggetto sensibile; esiste poi una seconda forma di reazione verso la molecola, dovuta al suo consumo alimentare, responsabile di sintomi gastrointestinali.
Si tratta di fatto di uno tra i più potenti allergizzanti e il fatto che sia frequentemente presente in oggetti di uso comune rende particolarmente diffusa la relativa dermatite da contatto.
L’allergia al nichel è infine una tra le cause più comuni di dermatite alle mani, con importanti conseguenze a livello sociale e professionale.
CausaTra le dermatiti allergiche da contatto, quella causata dal nichel è la più comune e la più studiata, a causa del diffuso utilizzo del metallo in bigiotteria e altri utensili e oggetti di uso comune, come monete, bottoni, …


Da un punto di vista scientifico si tratta di un’ipersensibilità di tipo ritardato, una reazione allergica mediata dai linfociti T, uno specifico gruppo di globuli bianchi (cellule appartenenti al sistema immunitario).
L’origine dell’allergia va cercata in un episodio di sensibilizzazione privo di sintomi, in cui il nichel viene a contatto con il sistema immunitario che erroneamente lo riconosce come minaccia e si prepara a combatterlo nel caso di nuovi e successivi contatti; questo processo può per esempio avvenire a seguito di foratura di lobi per l’orecchino o di piercing, nel caso di utilizzo di materiali inappropriati, ma in molti casi non è possibile risalire all’episodio chiave.
Da notare che la sensibilizzazione può avvenire al primo contatto, oppure anche a seguito di ripetute esposizioni al metallo.
A seguito dell’avvenuta sensibilizzazione tutte le volte in cui il metallo verrà a contatto con la pelle dell’individuo il sistema immunitario si attiverà per difendersi, con la relativa comparsa dei sintomi allergici.

Il nichel è purtroppo presente in numerosi oggetti di uso comune, come ad esempio:
  • monete,
  • forbici,
  • chiavi,
  • attrezzi,
  • …
mentre in altre categorie di oggetti (bottoni, gioielli, orologi, …) la presenza deve essere limitata per legge sotto una soglia piuttosto restrittiva.
È infine presente in numerosi alimenti e bevande, nonché nelle padelle e in altri utensili da cucina.
Fattori di rischioL’allergia sembra essere più comune nelle donne, ma forse semplicemente perchè è più diffuso l’utilizzo di orecchini e piercing.
La famigliarità sembra in qualche modo avere un certo peso nella genesi dell’allergia, ma è di fatto possibile svilupparla anche per soggetti senza famigliari allergici.
Un’esposizione professionale ripetuta al metallo aumenta la possibilità di sensibilizzarsi alla sostanza.
SintomiI sintomi tipici dell’allergia al nichel compaiono in genere da 24 a 72 ore dopo il contatto e sono principalmente:
  • dermatite (eczema) nel punto di contatto sotto forma di puntini o vescicole,
  • prurito, talvolta molto severo,
  • rossore,
  • bruciore o dolore,
  • gonfiore.
Le eruzioni cutanee possono durare fino a 2-4 settimane e, nei casi più gravi, possono evolvere a ferite o ulcerazioni in caso di contatto prolungato e continuo.
Meno comune, ma possibile, è la comparsa di manifestazioni cutanee distanti dalla zona di contatto, tipicamente in sedi precedentemente esposte al contatto con il metallo.
L’assunzione alimentare di grandi quantità di nichel da parte di soggetti fortemente allergici può essere causa di peggioramento della dermatite o, nei casi peggiori, della comparsa di orticaria.
In una piccola percentuale di pazienti allergici si riscontrano anche disturbi sistemici, per esempio gastrointestinali, nel qual caso di parla di allergia sistemica al nichel; in questo caso si possono verificare anche ulteriori sintomi come:
  • orticaria generalizzata,
  • eczema generalizzato,
  • disturbi gastrointestinali:
    • diarrea,
    • stitichezza,
    • gonfiore,
    • crampi,
    • vomito,
    • bruciore di stomaco,
    • …,
  • disturbi respiratori:
    • rinite,
    • asma (in genere a seguito di esposizione professionale),
  • mal di testa,
  • febbre,
  • stanchezza,
  • …
I contatti di breve durata con oggetti contenenti nickel non causano reazioni cutanee significative, eccetto nei soggetti particolarmente sensibili.
Raramente si verificano sovrainfezioni batteriche delle lesioni causate dalla dermatite; in caso di comparsa di vescicole è quindi importante prestare grande attenzione all’igiene (soprattutto quando ad essere colpite sono le mani) e disinfettare adeguatamente nel caso di apertura di ulcerazioni e ferite.
Da notare che alcune condizioni favoriscono la comparsa dei sintomi: l’esempio più comune è l’orologio che, se normalmente non causa alcun fastidio, a seguito di un’importante sudorazione può diventare causa di allergia; allo stesso modo la presenza di abrasioni e tagli, che può favorire la penetrazione del metallo.
Alimenti contenenti nichelPrima di escludere uno o più alimenti dalla propria dieta si raccomanda di valutare la scelta con il proprio medico, in quanto nella maggior parte dei casi l’apporto alimentare del nichel è ininfluente o quasi sull’entità dei sintomi.
Esistono numerosi elenchi di alimenti e cibi con il rispettivo contenuto in nichel, ma è esperienza comune che purtroppo siano spesso in contraddizione tra loro a causa di variazioni dovute a cambiamenti stagionali, metodi di coltivazione, preparazione e conservazione, …
Tra gli alimenti più comunemente considerati a rischio ricordiamo (fonte: Pizzutelli):
  • arachidi,
  • fagioli,
  • lenticchie,
  • piselli,
  • soia,
  • avena,
  • cacao (e cioccolato),
  • noci,
  • nocciole,
  • frumento intero.
DiagnosiLa diagnosi di allergia al nichel viene posta in genere attraverso l’anamnesi (sintomi, storia clinica, fattori di rischio, …) e la valutazione della dermatite, non solo in termini visivi, ma anche di localizzazione (spesso si individua il possibile contatto con una fonte di nichel, come bottoni, chiavi, bigiotteria, …).
Il patch-test, ossia l’esame allergico attraverso l’applicazione di specifici cerotti, è spesso l’approccio chiave che permette di dirimere eventuali dubbi residui; si noti tuttavia che la positività ai test allergici è prova certa di sensibilizzazione, ma non di malattia.
Cura e rimediPurtroppo non esiste cura per guarire da un’allergia, ivi compresa quella al nichel (fanno eccezione alcuni casi trattabili con l’immunoterapia).
Indispensabile è ovviamente ridurre il più possibile il contatto con la sostanza, ma in caso di comparsa di allergia è possibile ricorrere a creme cortisoniche per ridurre i sintomi e favorire la guarigione.
Nei casi più gravi è possibile ricorrere a farmaci per uso orale, per esempio:
  • antistaminici,
  • cortisone (per periodi limitati).
L’eliminazione dalla dieta di alimenti contenenti nichel deve essere attuata solo dietro espressa prescrizione medico-specialistica con l’obiettivo di verificare l’effettivo peggioramento dei sintomi (per esempio attraverso un test di provocazione orale, preceduto da una dieta di eliminazione), mentre l’autogestione potrebbe portare a pericolose carenze dietetiche.
PrevenzioneA parte porre grande attenzione nella scelta di gioielli e orecchini, è spesso difficile prevenire l’insorgenza dell’allergia al nichel in termini di sensibilizzazione; una volta diagnosticata l’allergia diventa invece importante ridurre il contatto con il metallo (monete, chiavi, utensili, …) per evitare la comparsa dei sintomi tipici.
Si raccomanda di evitare l’utilizzo di bigiotteria, soprattutto quando venduta attraverso canali che non possono garantire la completa adesione alla normativa vigente.

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Roberto Gindro (farmacista). Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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